Lettera di un nostro concittadino dedicata all’assessore ( alla ) spazzatura

DA MILANO, DOPO UN TOUR DELLA SICILIA, ARRIVO A BRONTE

Ma Bronte non è così!

Sabato 3 settembre 2011 finalmente arrivo nella città di Bronte per le 24:00 circa, dopo un tour della Sicilia. Terra meravigliosa. Ad accogliermi nella città di Bronte la classica targa bianca con su la scritta a carattere cubitale BRONTE. Mi ha dato la sensazione subito di un paese piccolo ma dal nome breve ma forte… che riempie la bocca.
In basso una frase invitante: BENVENUTI NELLA CITTÀ DEL PISTACCHIO.
Ma non avrei voluto vedere tutto ciò che ho visto attorno. Per un attimo pensavo che mi fossi sbagliato. O per la mia stanchezza o per un navigatore sballato pensavo invece che mi trovassi a Napoli. Napoli non ha colpa. É stata messa da parte.
La città di Bronte non rappresenta assolutamente l’immagine che ho fotografato per istinto. Consiglio a tutti i viaggiatori del mondo di non fare marcia indietro. Entrate a Bronte.

La città di Bronte è fatta di persone eccezionali, gentili, affettuosi, accoglienti ospitali… facendoti entrare nelle loro case che profumano di sapone. Bronte è scura per la sua natura ma luccica.
Ancora esistono quelle tradizioni che molte città hanno fatto sparire. La gente si siede davanti la porta, scambiano due chiacchiere e saluti per strada.
Qui a Milano io non conosco chi abita accanto. In ascensore per tutto il tempo non si parla se non ogni tanto un veloce e coinciso …Buon giorno o buona sera.
Bronte ha i bambini che giocano ancora per strada e la mamma che li chiama per il pranzo.
Qui a Milano non si gioca per strada… si ha paura!
Bronte ha le sue anziane che recitano il rosario con la corona tra le mani sedute sul gradino della propria casa. Qui a Milano la gente prega poco. Ma si bestemmia facilmente anche solo conversando. A Bronte esiste la famiglia, il pranzo e la cena.
Qui a Milano spesso si mangia a volo. A Bronte ci sono i limoni, i meloni, le olive, i limoni, i profumi dei fiori e la forza del suo monte Etna.
A Bronte c’è il pistacchio che è il suo fiore all’occhiello. Che lo conoscono in tutto il mondo. Il pistacchio di Bronte va in ogni città, viaggia. Da lavoro, cultura e tradizione. A Milano c’è il duomo. Devi uscire da Bronte per conoscerlo.
Un invito a pulire l’ingresso della città di Bronte. L’accoglienza a Bronte non è questa… non è assolutamente questa.
Rocco

Milano, 11 settembre 2011 17:47

 

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