Condanna pesante per due motivi: prima di tutto perché i pubblici ministeri avevano chiesto la condanna a due anni e 4 mesi per l’ex sindaco Umberto Scapagnini e due anni per tutti gli assessori: dunque, il tribunale è andato oltre; poi perché il processo già in fase di udienza preliminare aveva perso uno dei due reati che venivano contestati. Il giudice dell’udienza preliminare, infatti, aveva prosciolto tutti per l’abuso rinviando a giudizio solo per il falso. Il processo per il buco in bilancio al comune di Catania è durato due anni: secondo i magistrati, la giunta Scapagnini nel formulare il bilancio del 2004 avrebbe previsto una copertura del disavanzo di 40 milioni di euro indicando vendite di immobili che non potevano avvenire. Stesso discorso e stesso disavanzo per il rendiconto 2005. Nell’inchiesta entrò anche “Catania Risorse” la società creata dal comune per vendere immobili e fare cassa. Beni risultati però inalienabili. Secondo, l’accusa, dunque, i bilanci erano stati truccati ad arte

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