UNIVERSITÀ: LA PRIORITÀ È SPENDERE 200.000 EURO PER GLI UFFICI DEL RETTORE

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SPESE ACCADEMICHE

UNIVERSITÀ: LA PRIORITÀ È SPENDERE 200.000 EURO PER GLI UFFICI DEL RETTORE

Mentre l’Ateneo affanna tra classifiche da vergogna, iscrizioni in calo e organi sub iudice, il CdA decide di ristrutturare gli uffici di piazza Università. Con l’immancabile “stoffa in vero damascato” da 10.000 euro.

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“Ho vinto – ha detto – con la mia ‘Pistakiosa’ che rende protagonista proprio il pistacchio di Bronte, un’eccellenza del territorio catanese, affiancato da croccante di riso soffiato al pistacchio, cioccolato bianco e pralinato di croccante al pistacchio: tutti prodotti tipicamente siciliani, che dimostrano come le eccellenze agroalimentari del territorio siano sempre una risorsa apprezzata dal grande pubblico

Il gusto “Pistakiosa” vince la tappa di Catania del Gelato Festival

Il gusto “Pistakiosa” vince la tappa di Catania del Gelato Festival

Pubblicato il 3 agosto 2015 alle 4:41 A+ / A-

(ANSA) – PALERMO, 3 AGO – È Lorenzo Manoli, con il gusto “Pistakiosa”, il vincitore della tappa di Catania di Gelato Festival. Manoli (gelateria Quaranta, Catania) ha conquistato il maggior numero di consensi della giuria popolare che, sommati a quelli della giuria tecnica, lo hanno incoronato primo classificato della manifestazione della seconda tappa in Sicilia. “Ho vinto – ha detto – con la mia ‘Pistakiosa’ che rende protagonista proprio il pistacchio di Bronte, un’eccellenza del territorio catanese, affiancato da croccante di riso soffiato al pistacchio, cioccolato bianco e pralinato di croccante al pistacchio: tutti prodotti tipicamente siciliani, che dimostrano come le eccellenze agroalimentari del territorio siano sempre una risorsa apprezzata dal grande pubblico”. Manoli parteciperà alla finale europea di Gelato Festival in programma a Firenze a ottobre.

Daniele Corsano della gelateria Gelateria Pasticceria Aiello, di Sant’Agata Li Battiati, si è invece aggiudicata il premio Tecnobox, per la “Migliore presentazione” del gelato in coppetta, con il gusto “Macaron ai lamponi”. Pietro Guarnera della Gelateria Bar Ottagono di Mascalucia, con il gusto “Brown modicano croccante” ha vinto il riconoscimento della giuria tecnica. (ANSA).

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Scandalo Cara di Mineo, Odevaine si pente e racconta tutto ai magistrati di Catania

MAFIA CAPITALE

di Mario Barresi

Ago 04, 2015   COMMENTIAA+A

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«Se parlo di Mineo casca il governo». Così disse, interrogato lo scorso 31 marzo, il boss delle cooperative rosse Salvatore Buzzi. Offrendo ai magistrati romani, dopo aver lanciato l’anatema, spontanee dichiarazioni sul Cara a patto di «spegnere il registratore». Proposta rispedita al mittente. Ma adesso a palare, «facendo nomi e ricostruendo circostanze precise» è il deus ex machina degli affari del centro di accoglienza più grande d’Europa, coinvolto in più inchieste giudiziarie.

Luca Odevaine racconta la sua verità sul Cara di Mineo.Trasferito dal carcere di Torino in un penitenziario di massima sicurezza del Centro Italia, starebbe descrivendo, con un «atteggiamento collaborativo», tutti i particolari degli appalti e della gestione. Odevaine, come anticipato dal Messaggero ieri, ha parlato con i magistrati romani che conducono l’inchiesta “Mafia Capitale”. Ma la scorsa settimana, in due distinti interrogatori durati molte ore, ha parlato anche con due pm della Procura di Catania (Raffaella Vinciguerra e Marco Bisogni), dalla quale è indagato per turbativa d’asta nella tranche riguardante gli appalti del Cara di Mineo.

Destinatari di avvisi di garanzia anche il sottosegretario di Ncd, Giuseppe Castiglione (in veste di ex soggetto attuatore), Giovanni Ferrera (direttore del Consorzio dei Comuni), Paolo Ragusa (ex presidente di Sol. Calatino) e i sindaci Anna Aloisi (Mineo) e Marco Sinatra (Vizzini). Ai due sostituti procuratori etnei l’ex capo di gabinetto di Walter Veltroni avrebbe «risposto con disponibilità e senza nascondere nulla». Questa la rivelazione di Luca Petrucci, legale di Odevaine, che ha assistito agli interrogatori. I verbali sono stati secretati.

Atti talmente «scottanti» che «per il momento non ne ho nemmeno chiesto copia» dice il legale, forse per alleggerire il pressing del cronista a caccia di particolari. L’unica certezza è che «ha fatto tutti i nomi, ricostruito i rapporti con gli altri soggetti coinvolti, compreso il sottosegretario Castiglione, e raccontato episodi e circostanze specifiche». Confermando la veridicità dei contenuti delle intercettazioni in cui parla degli affari di Mineo? «Questo non lo posso dire». L’avvocato Petrucci si ferma qui. Ma sono in molti a tremare. Non soltanto gli altri indagati, ma anche tutti i soggetti a vario titolo coinvolti dalle carte di “Mafia Capitale” condivise fra i magistrati romani e catanesi, con la Procura di Caltagirone in prima linea in altre ipotesi di reato fra le quali corruzione, voto di scambio e parentopoli nelle assunzioni.

Nei monumentali fascicoli, infatti, Odevaine – in intercettazioni telefoniche e ambientali – ostenta i suoi rapporti non soltanto con Castiglione (che ha sempre negato di aver parlato di «affari» con l’uomo da lui indicato nel tavolo nazionale) e con gli altri vertici locali del Cara di Mineo. Molto probabilmente, i pm catanesi gli avranno chiesto anche di quella che il nostro giornale, rivelando l’informativa del Ros, aveva definito la “pista rossa”. Odevaine parla di «un blocco forte» di coop dell’Isola. E a un suo sodale confessa che «bisogna lasciare una quota siciliana sul territorio, perché se no lì ci fanno un culo così».

E poi, in mezzo a numerosi “omissis”, i Ros raccontano di un appuntamento fra Odevaine e una non meglio identificata «presidente di commissione regionale del Pd», preceduta dalla telefonata di un non meglio identificato «segretario della Cgil». I magistrati catanesi avranno chiesto i nomi? Non è dato saperlo. Così come non ci sono conferme sui legami fra Odevaine e quei «pezzi dello Stato» citati dal procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, nell’audizione in commissione Antimafia. Anche su questi aspetti potrebbe essersi soffermato Odevaine. E adesso, dopo gli opportuni riscontri dei pm, potrebbero arrivare delle altre novità giudiziarie. Magari non si avvererà la profezia di Buzzi («sul Cara casca il governo»), ma le novità potrebbero essere esplosive.

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Bronte, tempo perturbato, iniziano a scendere strani uccelli dal cielo …… sembrano amari !!!!!!!!!

LA GESTIONE DELL’ACCOGLIENZA

Cara di Mineo, colpo di scena
Odevaine collabora con i pm catanesi

Martedì 04 Agosto 2015 – 09:16
Articolo letto 1.364 volte

L’indagato starebbe parlando dell’appalto da 100 milioni per il Cara, raccontando particolari relativi all’assegnazione.

accoglienza immigrazione, Catania, mafia capitale, Cronaca
CATANIA – Luca Odevaine sta collaborando con la magistratura romana e catanese. L’indagato numero 1 per lo scandalo della gestione degli appalti sull’emergenza immigrati ha iniziato a vuotare il sacco. La notizia –  riportata su Il Messaggero e ripresa da Il Fatto Quotidiano – è che l’ex membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione starebbe parlando dell’appalto da 100 milioni per il Cara di Mineo, raccontando particolari relativi all’assegnazione. A Catania Luca Odevaine è iscritto nel registro degli indagati insieme al sottosegretario Giuseppe Castiglione.  Il 23 giugno scorso il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, ha commissariato il Cara di Mineo dopo la richiesta avanzata dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, che da mesi segnalava  irregolarità nell’assegnazione dell’appalto.

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Con Raia Vice Presidente qualche esponente PD brontese deve iniziare a farsi qualche conticino e passarsi una bella mano sulla coscienza di tutto cio’ che ha fatto negli ultimi sei mesi. Mi sa che deve scegliersi qualche altro partito possibilmente il NCD

PARTITO DEMOCRATICO

pdsicilia

Eletti i vertici dell’Assemblea del PD: la catanese Concetta Raia vicepresidente

Presidente è l’ex assessore Giuseppe Bruno, la deputata empedoclina Marika Cirone Di Marco vicepresidente. Il segretario Fausto Raciti: “Adesso possiamo solo andare avanti, non certo tornare al passato.”

C’era attesa per gli esiti dell’Assemblea del Partito Democratico siciliana convocata per rinnovare i suoi vertici dopo le dimissioni di Marco Zambuto dalla presidenza.

Assemblea che si è svolta all’indomani dell’enorme scandalo provocato dalle false intercettazioni che hanno portato il governatore Crocetta sull’orlo delle dimissioni e quindi con un Partito Democratico chiamato a definire una linea per il proseguimento della legislatura.

Al di là delle aspettative di alcuni, i lavori si sono svolti in maniera ordinata ed i dirigenti sono riusciti a trovare la quadra esprimendo una fiducia “condizionata” al governo Crocetta che è chiamato a dare risposte concrete all’ondata di populismo che assedia un parlamento regionale in cui la paura di uno scioglimento anticipato resta la maggiore preoccupazione della quasi totalità dei deputati.

Trasformare questa paura in riforme efficaci e nello sblocco dell’attività amministrativa è l’unica sfida che il governo Crocetta dovrà adesso dimostrare di saper affrontare.

I lavori dell’Assemblea hanno anche rappresentato l’occasione per stoppare fughe in avanti su  candidature  evidentemente ancora troppo premature, con la chiara indicazione del segretario regionale Fausto Raciti che avverte come il Partito Democratico difficilmente potrà considerare personalità che in qualche modo rappresentino un passato da superare.

L’assemblea ha eletto per acclamazione alla presidenza l’avvocato palermitano Giuseppe Bruno,   classe 1971, già assessore regionale al Lavoro e di sicura fede renziana.

Alla vice presidenza due donne, entrambe deputate regionali, la catanese Concetta Raia e l’agrigentina (di Porto Empedocle) Marika Cirone Di Marco.

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Bronte con orgoglio il nostro Castello Nelson

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Particolare foto di Bronte 

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